A volte devi trasportare un macchinario per lunghe distanze o spedire un piccolo prodotto fragile inserito in una scatola grande. Che cos’hanno queste due situazioni in comune? La tipologia di imballo da utilizzare: il pluriball antistrappo!

In questo articolo,infatti, scopriremo nel dettaglio le caratteristiche del pluriball antistrappo standard, l’imballo in polietilene a bolle d’aria, che protegge di più perché resiste meglio alle lacerazioni che può subire durante il trasporto.

La Guida al pluriball antistrappo

Il pluriball antistrappoIl pluriball antistrappo o standard, è un pluriball costituito da due strati.

Il primo dei due strati è liscio, l’altro è con la bolla a vista, realizzato in politene pesante.

Nel secolo scorso era diffuso soprattutto il pluriball con grammatura da 115 gr/mq e veniva venduto generalmente a peso.

Oggi, grazie al progresso e all’innovazione della tecnica nelle lavorazioni delle materie plastiche, è utilizzato in grammature più leggere come il 90 gr/mq, ma con robustezza e tenuta analoghe al 115 gr/mq tradizionale.

Le bolle d’aria hanno generalmente un diametro di 10 mm

 

E’ disponibile generalmente in diverse altezze che vanno dai 15 cm ai 3 metri. Nel nostro magazzino a Torino lo puoi trovare sempre disponibile in altezza 50 cm, 100 cm, 125 cm, 150 cm e 200 cm.

Questo tipo di pluriball viene utilizzato soprattutto in due applicazioni:

  • Pluriball utilizzato come protezione esterna.
  • Pluriball utilizzato come riempitivo.

Il pluriball antistrappo utilizzato come protezione esterna

Quando il pluriball antistrappo è usato come protezione esterna, rimane a vista.

In questa situazione il pluriball può subire lacerazioni soprattutto durante gli spostamenti, ma resiste molto bene. Questo avviene per esempio quando lo si usa durante i traslochi e per proteggere un macchinario che deve essere trasportato per lunghe distanze.

Il pluriball antistrappo utilizzato come riempitivo

L’altra applicazione principale di questa tipologia di pluriball è quella riempitiva per proteggere del materiale fragile, per esempio come alternativa alle patatine o ai cubetti di polistirolo, quando c’è la necessità di un materiale più rigido per riempire meglio gli spazi vuoti.

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