Il polistirolo espanso (o polistirene espanso) è un materiale di tipo schiumoso, con tante sferette attaccate fra loro.

Al di sopra dei 100 gradi diventa plastico, e può essere stampato in forme predefinite

Può essere prodotto in densità diverse da 15 a 100 kg per metro cubo. Per l’imballaggio le densità più utilizzate sono quelle fra 20 e 30 kg/mc

Le grammature leggere sono meno costose; assorbono meglio gli urti senza trasmetterli al prodotto protetto, ma sono più fragili e meno resistenti.

La produzione viene fatta in blocchi di grandi dimensioni, che poi vengono tagliati in lastre

Può anche essere estruso, ottenendo una lunga striscia nella forma determinata dall’ugello dell’estrusore, o stampato su misura per realizzare imballi personalizzati.

Il costo di uno stampo è elevato, molte migliaia di euro, per cui per i piccoli lotti conviene tagliare delle lastre a misura, incollando poi i vari pezzi sagomati per ottenere l’imballo finito.

Perché scegliere il polistirolo espanso: pregi e difetti

Confrontando il polistirolo con altri materiali di riempimento, a base di carta o di sfridi di cartone, vediamo che il polistirolo espanso ha una importante serie di vantaggi:

  • È molto più leggero e riduce i costi di trasportopolistirolo espanso
  • Non assorbe umidità, e non crea un ambiente umido che potrebbe danneggiare il prodotto
  • È antistatico e non attira polvere
  • Assorbe meglio gli urti e li distribuisce in modo omogeneo
  • Può essere riutilizzato da chi lo riceve per imballare altre cose
  • È comunque riciclabile al 100%
  • Riempe molto meglio tutti gli spazi vuoti

Le patatine biodegradabili, ricavate da prodotti vegetali, presentano alcuni differenze operative

  • Sono più costose
  • Sono più pesanti (anche 4-5 volte di più a parità di spazio occupato)
  • Sono meno resilienti alla rottura, e possono creare polvere
  • Possono essere degradate o mangiate da insetti e roditori

Il polistirolo è un materiale inerte, che non reagisce facilmente né con gli acidi, né con le basi. Questo assicura una sua lunga durata nel tempo , con caratteristiche fisiche sostanzialmente invariate.

Il polistirolo espanso ed ecologia

Da un punto di vista ecologico, abbiamo due aspetti positivi:

la possibilità di riutilizzo del materiale ricevuto, e l’altissima efficienza del riciclaggio del materiale recuperato; molti produttori di polistirolo sono attrezzati anche con impianti di riciclaggio dei materiali provenienti dalla raccolta di sfridi industriali.

Da esperti dell’imballaggio riteniamo che il polistirolo espanso sia un prodotto utilissimo, e che una adeguata attenzione al suo riutilizzo (per esempio le patatine) o al suo smaltimento, permettano di assimilarlo agli altri materiali plastici dal punto di vista ecologico.

D’altra parte notiamo che esiste una forte contrarietà a questo prodotto; quando viene abbandonato nell’ambiente è molto visibile e impiega un tempo molto lungo a degradarsi.

Invitiamo tutti i lettori di questo articolo ad utilizzare il polistirolo espanso nel massimo rispetto dell’ambiente

Le patatine in polistirolo espanso

Le patatine vengono realizzate con appositi impianti; il prodotto deve garantire una discreta resistenza alla rottura,  non fare sfridi e avere una buona elasticità che assorba meglio gli urti.

In alternativa alle patatine possono essere utilizzati degli sfridi (cubetti) derivanti dalla lavorazione a misura del polistirolo. Il costo è inferiore, ma c’è il rischio di presenza di polvere e sferette; la protezione antiurto è inferiore, e soprattutto irregolare e condizionata ai formati diversi dei vari sfridi. Possono essere utilizzati per riempimento, quando il prodotto contenuto è adeguatamente robusto.

Raccomandiamo a tutti i clienti professionali che ricevono patatine di predisporre un cassone o degli scatoloni nell’area arrivo materiali per raccogliere ordinatamente le patatine ricevute, e poterle poi riutilizzare in spedizione.

Le patatine in materiali biodegradabili presentano grossi problemi di riutilizzo, in quanto invecchiano e si degradano rapidamente, e non possono essere riciclate per ricavare nuove materie plastiche. Portano anche a un consumo di materiali organici e ad un uso del terreno per produrre le materie prime, a scapito di altre produzioni agricole spesso più benefiche per il territorio e l’ambiente.

Come sempre, prima di prendere una decisione a favore delle patatine in polistirolo o in materiale biodegradabile, occorre valutare tutte le variabili e decidere in base all’effettivo utilizzo che si fa del prodotto. Noi consigliamo il polistirolo per chi spedisce a clienti professionali, e il biodegradabile a chi spedisce all’utente privato.

Lastre e sagomati in polistirolo espanso

La produzione industriale del polistirolo espanso avviene realizzando dei grossi blocchi, di 8/10 metri cubi, che poi vengono tagliati in lastre, per esempio da 100×200 cm in varie altezza e densità.

La lavorazione a misura del polistirolo viene fatta con delle lame di taglio per realizzare fogli, pianetti o altri materiali squadrati, e con un archetto a filo caldo, spostato manalmente o con macchinari programmabili, per realizzare curve e sagomature.

Il laser viene utilizzato in alcune applicazioni, anche se è una soluzione più costosa, soprattutto negli stabilimenti che lavorano anche altri materiali plastici, per cui è necessario l’utilizzo del laser.

Per realizzare un imballo complesso, lo si scompone in diverse strisce omogenee, che poi vengono incollate fra loro per ottenere l’imballo finito. In questo modo si possono anche realizzare cornici o blocchi interni da incollare su una lastra che farà da base o copertura all’articolo da imballare.

Non approfondiamo in questo articolo le problematiche degli imballi realizzati con uno stampo (come quelli delle lavatrici o dei computer), in quanto richiedono forti investimenti e grossi volumi di consumo, e vengono seguiti da personale molto specializzato.

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